Piscina biodinamica

Piscina biodinamica

La nostra è un tipo di piscina che richiede molto spazio e noi ne abbiamo in abbondanza, quindi Enrico si è messo a studiare. Il risultato? Due vasche di uguale volume.

La prima contiene acqua calda, perché è sempre esposta alla luce del sole: qui si sta a bagno e ci si rilassa. La seconda, completamente invisibile perché interrata e ricoperta di vera sabbia, contiene acqua di qualche grado più fredda dal momento che si trova dentro una grande cisterna completamente chiusa. L’acqua circola da una vasca all’altra in maniera naturale, senza apporto di energia dall’esterno sfruttando solo la differenza termica.

Durante questo continuo ricircolo l’acqua passa attraversa alcuni filtri che la depurano dalle particelle in sospensione, mentre quelle più pesanti si depositano sul fondo della cisterna. Quindi abbiamo costruito una piscina in cui l’acqua viene depurata con una minima quantità di energia elettrica. Non male, eh?

150 alberi, un parco

1500 alberi, un parco

Davanti agli appartamenti c’è il nostro sogno (uno dei tanti, giusto): un parco di 2 ettari e mezzo nel quale abbiamo inserito, una a una, 1500 piante. Quando questa campagna era ancora tutta coltivata, qui c’erano distese di granturco e frumento, adesso abbiamo piantato olmi, frassini, noccioli, ciliegi selvatici, giuggioli. È stata un’impresa epica perché volevamo poter beneficiare dei fondi regionali e quindi abbiamo dovuto scegliere alberi autoctoni, che si sarebbero sentiti a casa loro, qui.

E poi volevamo piantarli Enrico ed io perché siamo dei pazzi, o quasi. Non ci piacciono i giardini “leccati”, a noi due piacciono gli alberi che esprimono personalità, che se devono spingerti possono farlo, che se preferiscono graffiarti sono liberi, che se devono importi un po’ le loro fronde li ascolti. E poi c’era da considerare il Tregnon, che è il canale irriguo a sud della proprietà. Noi volevamo rispettare i vincoli di distanza, certo, ma in più volevamo che diventasse una cosa sola con gli alberi. Così li abbiamo piantati rispettando le sue sinuosità, assecondando le sue anse, rispettando i suoi desideri.

Adesso, ogni giorno questi alberelli crescono. Abbiamo negli occhi come diventeranno quando saranno alti, forti e meravigliosi. Enrico ed io siamo andati in giro a guardare, a chiedere e a calcolare: tra qualche anno questa terra fertile ci regalerà già un boschetto rigoglioso e fino ad allora piante, piantine e fronde cresceranno.

Mobili con una seconda possibilità

Mobili con una seconda possibilità

Mentre gli appartamenti prendevano la loro forma definitiva ci ripetevamo la stessa domanda: ci piacerebbe costruire mobili, tavoli, sedie, divani e letti tutti di legno, ma non ci va di abbattere nemmeno un albero, vogliamo forse l’impossibile?

Poi, un giorno, Enrico è tornato a casa con il sorriso delle grandi occasioni. Io mi sono detta: o è un anello di brillanti o è una sorpresa per la casa. Conoscendo Enrico, il dubbio è durato un battito di ciglia: nessun anello.

La sorpresa era un magazzino pieno fino al soffitto di mobili recuperati da una grande azienda del luogo che aveva chiuso.

Quando ho aperto la porta e ho visto i mobili con sopra i tavoli e poi le sedie mi sono detta che eravamo completamente matti. Da legare. Poi Enrico, che come al solito vede lungo, mi ha fatto l’occhiolino.

Abbiamo tagliato e modificato i mobili in modo che si adattassero alle stanze e fossero spaziosi; ridimensionato i tavoli e ridato spessore alle sedute delle sedie; ridipinto tutto e accostato stoffe e colori; con le parti scartate inventato specchiere, rinforzato divani, risistemato i letti.

Ecco perché ogni appartamento ha gli stessi mobili, anche se cambiano i colori e le stoffe. Sì, ha ragione Enrico, ciò che è estremamente funzionale ha una sua bellezza intrinseca: quella che proviene dal rispetto per ciò che c’è stato e per come si è trasformato.

E poi? E poi abbiamo costruito lampade che non troverai mai da nessuna parte.

Lampade con un passato bollente

Lampade con un passato bollente

Le lampade dei nostri appartamenti sono pezzi unici! Lo stelo è fatto con canne di bambù coltivato nell’azienda agricola di famiglia, le basi sono state ricavate dai tagli inutilizzati della partita dei mobili con una seconda possibilità e i paralumi?

I paralumi hanno un passato talmente romantico che potresti non crederci: venivano usati nell’antica porcilaia per scaldare i maialini appena nati che si radunavano tutti sotto le fonti di calore e potevano dormire e mangiare al caldo.

Adesso, colorati ciascuno del colore ufficiale dell'appartamento, chi può smettere di guardarli?

Storia di mattoni

Storia di mattoni

Nelle magnifiche case di mattoni rossi che affiancano i nostri appartamenti risiedono dei personaggi speciali. I ricordi. Pensa che qui, nella corte del monastero di Santo Spirito a Tavanara di Sanguinetto, almeno dal 1400 risiedevano i frati canonici. La regola prevedeva lavoro manuale, povertà e cura dei poveri.

Ma non è solo per la storia, che amiamo queste case rosse. Per mio marito Enrico sono luoghi speciali: nella chiesetta di famiglia dedicata a San Bartolomeo, proprio a due passi da Borgogelsi, sua madre si sposò negli anni ‘50. Se vuoi ti ci porto, è una breve e dolcissima passeggiata.

Il nome delle case rosse l’ho trovato io e non mi importa se qualcuno arriccia il naso. Sono: La stalla, La casa della campana, La casa dei tre archi e La casa dei quattro archi. Le abbiamo tutte consolidate, abbiamo rifatto i tetti e le solette recuperando le travi ancora buone, montato le imposte di legno vecchio alle finestre e ai portoni.

La stalla l’abbiamo anche restaurata ed è diventata un’ampia stanza illuminata dalla luce del sole: là, dove c’era il fieno, adesso c’è una grande (ma proprio grande) scala di legno recuperata nei vecchi essiccatoi di tabacco della famiglia di Enrico. In questa ex stalla organizzeremo feste, incontri e tutto quanto abbia bisogno di spazio.

La scala, stavo parlando della scala: serve per collegare questa grande stanza a due piccoli appartamenti con ampie finestre ad arco ribassato: anche qui, in futuro, accoglieremo i nostri ospiti. Posso confidartelo? Non vedo l’ora!

E poi basta, perché devi vederle con i tuoi occhi queste case rosse: credimi, ne vale la pena.